Il Metodo di Manipolazione Fasciale è un ciclo di report dedicati all’approfondimento delle disfunzioni che più comunemente abbiamo incontrato nella pratica clinica, di come si presentano e di come possono essere curate con la Manipolazione fasciale. Professionisti del settore ci raccontano alcuni dei loro casi, descrivendo accuratamente la sintomatologia dei pazienti, il piano di lavoro adottato e i risultati raggiunti grazie al trattamento. Per motivi di privacy i nomi dei pazienti sono stati modificati.
FISIOTERAPISTA: Gentile Sabrina
Paziente di 45 anni, parrucchiera, mancina, non pratica attività sportiva, madre di due figli piccoli (il più giovane di 10 mesi).
Si presenta con DO MAX in regione anteriore del collo, irradiato verso la mandibola sinistra, con formicolio fino alla mano sinistra durante le ore notturne, in particolare quando tiene in braccio il figlio per addormentarlo. La sintomatologia è presente da circa cinque mesi e, da circa venti giorni, interessa occasionalmente anche la mano destra.
La paziente riferisce dolore concomitante alla spalla sinistra, in parte attribuibile a overuse lavorativo, ma esacerbato dopo un colpo di frusta avvenuto circa 15 anni prima.
Il DO MAX presenta un’insorgenza spontanea, con intensità massima di 5/10 e minima di 2/10 alla scala NRS, di tipo continuo, e interferisce con la deglutizione. È stato consigliato l’uso di un bite notturno per sospetto disturbo temporo-mandibolare, che tuttavia la paziente non ha ancora utilizzato.
In anamnesi si evidenziano alcuni episodi di colpo di frusta, il più remoto risalente a circa 15 anni fa. Da allora la paziente riferisce saltuariamente dolore cervicale, ma nega cefalee. Non ha mai subito interventi chirurgici e i parti sono avvenuti per via naturale.
L’ipotesi diagnostica è che il colpo di frusta pregresso abbia determinato una disfunzione cervicale con ripercussione discendente sugli arti superiori.
Verifica motoria
È stata eseguita la verifica motoria dei segmenti CL, CP3 e HU SX:
- CP3: non presenta limitazioni articolari.
- CL: range ridotto con comparsa di DO MAX in ante e retropulsione (più accentuato in retro), senza limitazioni nei piani orizzontale e frontale.
- HU SX: lieve dolore anteriore (DO CONC) durante l’antepulsione; assenza di dolore in retro e negli altri piani.
È stata quindi eseguita la palpazione trasversale dei segmenti CP3, CL, HU SX e DI SX:
- CP3: maggiore densificazione in AN CP3 sx e RE CP3 bi.
- CL: maggiore densificazione in AN-RE bi; dolenti anche le LA bilateralmente, ma in misura minore rispetto al piano sagittale.
- HU: maggiore densificazione in AN con irradiazione verso AN DI.
Alla luce dei reperti, si è scelto di lavorare sul piano sagittale, procedendo con la palpazione longitudinale:
- CP2: nessuna densificazione.
- AN SC SX: densificazione presente.
- AN DI SX: densificazione presente.
Trattamento
Sono stati trattati i seguenti punti:
RE CP3 BI, RE CL BI, AN CL BI, AN HU SX (con successiva scomparsa di AN DI SX e AN SC SX), AN CP3 SX.
Verifica Post-Trattamento
Alla verifica motoria post-trattamento, il movimento cervicale sul piano sagittale risulta migliorato, con assenza di DO MAX e riduzione del dolore alla spalla sinistra.
È stato fissato un controllo a distanza di dieci giorni per valutare i risultati ottenuti e, se necessario, proseguire con il trattamento.