Il Metodo di Manipolazione Fasciale è un ciclo di report dedicati all’approfondimento delle disfunzioni che più comunemente abbiamo incontrato nella pratica clinica, di come si presentano e di come possono essere curate con la Manipolazione fasciale. Professionisti del settore ci raccontano alcuni dei loro casi, descrivendo accuratamente la sintomatologia dei pazienti, il piano di lavoro adottato e i risultati raggiunti grazie al trattamento. Per motivi di privacy i nomi dei pazienti sono stati modificati.

FISIOTERAPISTA: De Salvo Fabio

Paziente:
Francesca, 28 anni, ricercatrice, ex atleta (giocatrice di pallavolo per circa 20 anni). Da due anni ha interrotto l’attività sportiva per incompatibilità con gli impegni lavorativi.

DO MAX:
La paziente riferisce sensazione di pesantezza agli arti inferiori, bilaterale e simmetrica, estesa dal segmento prossimale (GE – TA) fino ai piedi. Il sintomo è più marcato nelle ore serali, tende a peggiorare a fine giornata e non regredisce completamente con il riposo.
Riferisce inoltre la presenza del cosiddetto “segno del calzino”, confermato all’osservazione clinica, e la frequente sensazione di piedi freddi.

DO CONC:

  • Sindrome dell’intestino irritabile.
  • Gastrite.
  • Ipoacusia monolaterale sinistra soggettiva (“orecchio ovattato”); porta apparecchio acustico da circa due anni.

DO PREC:

  • Episodi ricorrenti (circa 2 all’anno) di rigidità cervicale.
  • Anamnesi positiva per cistiti recidivanti (4 episodi riferiti).

Eventi rilevanti:
A 24 anni episodio di tonsillite severa con recupero prolungato (circa 1 mese).

Ipotesi:
considerato il coinvolgimento di diversi apparati, si è deciso di iniziare con una verifica palpatoria dei linfonodi e un trattamento mirato al sistema linfatico e immunitario.
L’ipotesi di partenza è basata sulla sintomatologia riferita di pesantezza agli arti inferiori, prevalentemente serale, e sulla presenza del cosiddetto “segno del calzino”, elementi suggestivi di un possibile rallentamento del drenaggio linfatico. La pregressa tonsillite di lunga durata e gli episodi ricorrenti di cistite fanno inoltre supporre un interessamento del sistema immunitario.

Verifica palpatoria:
È stata eseguita la verifica palpatoria dei linfonodi di CX, poi dei quadranti relativi ai segmenti PV e CX anteriormente. Ho testato anche le catenarie del tronco in vista di un secondo trattamento relativo al sistema immunitario con punti profondi o trattamento delle catenarie.

Trattamento:
Ho manipolato la zone perilinfonodali dei linfonodi in disfunzione (linfonodi non ingrossati, mobili rispetto ai piani sottostanti, ma congestionati da tessuto connettivo rigido circostante). Dopo aver attuato tali manovre, sono passato al trattamento dei quadranti dell’arto inferiore con drenaggio linfatico in q- AN ME CX.

Risultato:
Al controllo telefonico, quattro giorni dopo la seduta, la paziente riferisce un miglioramento soggettivo, con riduzione della sensazione di pesantezza agli arti inferiori e minore stanchezza. Persiste tuttavia il “segno del calzino”. Per la seconda seduta si prevede di approfondire la valutazione del compartimento posteriore, delle catene linfonodali del tronco e di rivalutare i quadranti già sottoposti a trattamento nella prima seduta.

Share This