Il Metodo di Manipolazione Fasciale è un ciclo di report dedicati all’approfondimento delle disfunzioni che più comunemente abbiamo incontrato nella pratica clinica, di come si presentano e di come possono essere curate con la Manipolazione fasciale. Professionisti del settore ci raccontano alcuni dei loro casi, descrivendo accuratamente la sintomatologia dei pazienti, il piano di lavoro adottato e i risultati raggiunti grazie al trattamento. Per motivi di privacy i nomi dei pazienti sono stati modificati.

FISIOTERAPISTA: Dazzan Enrico

ANAMNESI:
Si presenta in visita un’agente immobiliare di 39 anni, ex giocatrice di pallavolo.
Lamenta dolore alla base del rachide cervicale di destra da 10 anni, con andamento intermittente con una VAS percepita tra 0 e 7/10, senza riferito esordio traumatico.
Contestualmente lamenta anche scroscio all’articolazione scapolo-toracica di destra da 5 anni, non riferito come doloroso ma molto fastidioso con senso di instabilità alla spalla.
Saltuariamente soffre di episodi vertiginosi da 10 anni, specie quando porta il capo in rotazione sinistra associata all’estensione.
Nega traumi al rachide cervicale o di altra natura al tronco.
È altresì presente un dolore in fossa iliaca destra da 1 anno e mezzo, ad andamento intermittente, con VAS variabile tra 0 e 7/10, non apparentemente associato a movimenti o particolari situazioni.
All’anamnesi remota emergono gravidanza con cesareo 4 anni fa, trauma alluce piede destro 10 anni fa, frattura 3° dito mano destra 25 anni fa.

 VERIFICA MOTORIA:
L’inclinazione del rachide cervicale controlaterale al sintomo (verso sinistra) evoca il sintomo alla paziente e presenta un ROM marcatamente limitato rispetto il movimento controlaterale ed alla fisiologia del distretto.
Lo scroscio alla scapolo-toracica si avverte in protrazione/retrazione della scapola, sia attiva che passiva.  La flessione anteriore del tronco evoca il dolore in fossa iliaca dx.

VERIFICA PALPATORIA:
Visti i numerosi distretti coinvolti, per questa seduta mi sono concentrato inizialmente sulla parte superiore palpando i segmenti di DI, CA, SC, TH  e CL in quanto il trauma più antico ha interessato la mano destra 25 anni fa, dalla quale potrebbe essere nata una disfunzione al cingolo scapolare ed al collo.

Da questi segmenti sono emersi come maggiormente significativi i seguenti punti:  LA DI DX **, ER CA DX **, ME SC DX ***, LA SC DX E SX ***, IR SC DX  **, AN SC DX E SX  ***

TRATTAMENTO:
Per prevalenza e per entità delle rugosità e della sintomatologia evocata, ho scelto di trattare il piano frontale.

  1. ME SC DX: molto dolorosa con irradiazione dopo 3 minuti verso LA SC DX ed in basso verso l’avambraccio fino al 1° raggio mano destra. Trattata fino a risoluzione della densificazione con sostanziale riduzione della sintomatologia irradiata.
  2. LA SC DX: dolorosa con irradiazione a ME SC DX e zona occipitale laterale destra. Trattata fino a risoluzione.

Ho proseguito quindi la palpazione del piano frontale nei segmenti LU, PV, GE, PE per valutare eventuali contributi significativi da addome o dagli arti inferiori vista l’anamnesi remota, individuando:

  1. ME GE DX ***: sintomatologia locale durante il trattamento fino a risoluzione
  2. LA PV DX ***: sintomatologia locale durante il trattamento fino a risoluzione
  3. LA TA DX ***: sintomatologia irradiata al piede fino a risoluzione


CONCLUSIONI:
Nella Verifica Motoria post trattamento è notevolmente migliorato il ROM del rachide cervicale in inclinazione laterale, movimento che non determina più dolore alla paziente. Parzialmente ridotto lo scroscio scapolo toracico sia alla mobilizzazione passiva che attiva. Permane invece il dolore in fossa iliaca dx nella flessione anteriore del tronco. Ho programmato altre sedute alla paziente per proseguire il trattamento visto il sovrapporsi di problematiche poli-distrettuali di vecchia data.

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