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campo di interesse:
alterazioni del connettivo muscolare
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Ultrasound evidence of altered lumbar connective tissue structure in human subjects with chronic low back pain.
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link:
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riassunto:
Gli autori hanno sottoposto a studio ecografico la struttura dei muscoli paravertebrali di un ampio numero di pazienti sofferenti di lombalgia cronica (da almeno 12 mesi) comparandola con un gruppo di controllo di soggetti sani.
I pazienti lombalgici presentano un 25% circa di aumento dello spessore del TC perimuscolare che si traduce in una iperecogenicità: questo fenomeno non interessa particolarmente la struttura del tessuto connettivo sottocutaneo.
Nei pazienti con lombalgia cronica è frequente riscontrare processi infiammatori, fibrosi e aderenze a carico del tessuto connettivo dei muscoli paravertebrali.
L’ipotesi suggerita dagli autori è che una infiammazione del tessuto connettivo associata a movimenti anomali (effettuati dai soggetti allo scopo di evitare dolore) possano essere la causa della fibrosi della componente non contrattile dei muscoli paravertebrali. Tale fibrosi può comportare un aumento della consistenza e rigidità del tessuto connettivo muscolare, cronicizzando la sintomatologia anche per un intrappolamento delle terminazioni e delle fibre nervose.
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note del relatore:
L’articolo evidenzia come sia frequente associare a sintomi dolorosi la presenza di alterazioni del tessuto connettivo.
Queste alterazioni non sono in relazione a variabili come età o attività fisica, ma piuttosto alla presenza di dolore nella regione lombare e a patterns di movimento alterati in caso di lombalgia.
La palpazione diagnostica effettuata su CC e CF trova così riscontro ecografico in alterazioni significative della struttura del TC intramuscolare (25% circa): è fondamentale per il Terapeuta che utilizza la Manipolazione della Fascia trattare tali alterazioni se presenti e effettivamente in relazione al quadro clinico del paziente.
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Andrea Turrina
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campo di interesse:
relazione tra le fibre muscolari ed il tessuto connettivo
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Finite element modeling of aponeurotomy: altered intramuscular myofascial force transmission yields complex sarcomere length distributions determining acute effects.
Yucesoy CA, Koopman BH, Grootenboer HJ, Huijing PA.
Biomech Model Mechanobiol. 2007 Jul;6(4):227-43. Epub 2006 Aug 9.
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link:
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riassunto:
Gli autori propongono un FEM per ricostruire il comportamento delle fibre muscolari in relazione al tessuto connettivo epimisiale ed intramuscolare. Il FEM (metodo degli elementi finiti) permette di risolvere problemi complessi di analisi elastica e strutturale dei materiali.
Con una aponeurectomia dell’estensore comune delle dita di ratto si osserva che:
- se si limita l’aponeurectomia solamente alla parte più superficiale del muscolo, si interrompe una via di trasmissione mio tendinea ma non si alterano sostanzialmente le caratteristiche strutturali e funzionali delle fibre muscolari;
- una aponeurectomia che interessi anche il tessuto connettivo intramuscolare (interposto tra le fibre muscolari disposte in parallelo) altera la lunghezza dei sarcomeri, l’angolo con cui questi si dispongono e influisce sulla produzione di forza.
Secondo gli autori, il tessuto connettivo intramuscolare risulta indispensabile per garantire che le fibre muscolari possano compiere la loro azione a lunghezze ottimali. Questa via di trasmissione viene definita “mio-fasciale).
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Note del relatore:
Questo studio nasce dall’esigenza di verificare se sia sufficiente effettuare una trasposizione o un allungamento tendineo in caso di trattamento chirurgico degli esiti di paresi spastica. Gli autori rimarcano quanto invece sia importante la struttura connettivale del muscolo ai fini della resistenza allo stiramento passivo e della produzione di forza.
Le alterazioni della integrità dell’epimisio, ma anche del peri ed endomisio modificano in modo evidente la lunghezza e le proprietà delle fibre muscolari.
In linea teorica, appare verosimile che una alterazione della struttura del connettivo muscolare (e non solo una incisione) possa influire:
- in modo diretto meccanico, sulla lunghezza delle fibre muscolare connesse;
- in modo indiretto meccanico: sulle fibre muscolari disposte in parallelo, facenti parte della stessa unità motoria;
- in modo indiretto neurologico: per l’attivazione anomala dei recettori dislocati nel connettivo dei muscoli o nella fascia profonda connessa al muscolo.
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Andrea Turrina
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Riportiamo una parte del lavoro sullo scollamento miofasciale di Maurizio Ronchi; chi fosse interessato ad approfondire l'argomento deve andare nel sito http://www.sportmedicina.com/tecnica_scollamento_miofasciale_2.htm
Tecnica passivattiva nello scollamento mio-fasciale:
Tronco e Arti Superiori
di Maurizio Ronchi
Questa seconda parte della tecnica passivattiva vuole ancor di più chiarire come sia
importante l'utilizzo delle manipolazioni mio-fasciali come contributo al miglioramento
delle performance sportive per gli atleti. Questo lavoro si prefigge di collegare alcune
mie esperienze di massaggiatore-bodyworker sportivo con gli aspetti tecnicoscientifici
di alcuni studi di ricerca nel settore Sports&Med , con la collaborazione e
l'aiuto di illustri addetti ai lavori.
Un breve introduttivo accenno al significato di connettività propria dei tessuti
connettivi, tra cui la fascia, che andremo a trattare con tecniche e manipolazioni.
Tale sistema ha due ben distinte tipologie di connettività: una meccanica e l’altra
funzionale.
La prima esclusiva dei tessuti più fibrosi e resistenti, serve per il sostegno e la
protezione dei vari organi del corpo e di collegare stabilizzando tra loro i vari tessuti.
La seconda esclusiva dei tessuti con maggior contenuto di acqua, più sostanza di base,
molto meno denso e robusto, quindi più fluido e consono al trasporto dei nutrimenti e
alla difesa dagli agenti esterni.
Il sistema connettivale, visto come catene fasciali o treni fasciali a seconda delle
preferenze, è ormai concepito come il distributore e l'armonizzatore delle forze
espresse dai muscoli - sistema contrattile.
Come ho già avuto modo di definire in un precedente lavoro, la fascia sotto l'aspetto
atletico-sportivo si comporta come il direttore d'orchestra del nostro corpo, capace
di gestire i diversi elementi motori, SNC-Muscoli-Scheletro, senza il quale i nostri
movimenti sarebbero molto simili a quelli poco eleganti di un robot, ovvero senza
armonia e fluidità nei gesti.
Se con una visione semplicistica facciamo coincidere il corpo umano a un violoncello,
pensiamo allo chassis come allo scheletro; l'archetto alla forza muscolare, chi lo
muove il SCN; infine le corde che lo percorrono dal basso verso l'alto, come i
treni/catene fasciali. Su di esse, le corde, si distribuiscono uniformemente le forze
muscolari prodotte dall'archetto e che per induzione trasmettono anche la vibrazione
( forza ) a tutto lo strumento. Le dita del musicista premute in varie zone del manico
del violoncello, sono come i punti di intersezione o variazione di massa-dimensionedensità
tissutale, dove viene modulata-scaricata parte della forza ritrasmessa dalla
fascia. Se tutto ciò avviene in armonia e sinergia tra le parti, otterremo un piacevole
suono, in altre parole se il corpo è ben allenato e quindi armonico e sinergico nelle sue
parti, avremo una buona prestazione atletico-sportiva.
La fascia assume a mio parere la parte più rilevante in questo concerto di parti,
dirigendo e trasmettendo con armonia, attraverso i suoi treni/catene fasciali, le forze
muscolari in tutto il corpo.
Ora serve che lo strumento debba essere sempre ben mantenuto se a esso si richiede
un buon rendimento.
Vien da se che la manipolazione e il massaggio sportivo, con la preparazione atletica,
sono mezzi importanti per mantenere accordato e in equilibrio il corpo, ma anche per
la manutenzione di routine per correggere le anomalie dovute a overuse-overload.
Come espresso nella prima parte della tecnica passivattiva, è quindi ben chiaro che
l'inattività, la ripetitività e il sovrallenamento, modificano negativamente la
funzionalità del muscolo e del tessuto connettivo nelle sue varie forme da
mio-tendinea-aponevrotica a capsulo-legamentosa, fino nell'intimo legame fascia-fibre
muscolari-nervose, data l'ormai riconosciuta indissociabilità tra muscolo e fascia.
A livello pratico che cosa provocano queste situazioni di addensamento con aumento
della fibrosità del tessuto connettivo ( TC ) che riveste o è contiguo ad un muscolo?
Consegue un aumento della forza di resistenza passiva all’allungamento muscolare data
la perdita di elasticità della guaina fasciale o del TC adiacente; per cui minore
escursione mio-fasciale, conseguente retrazione e stiffness, in definitiva si instaura
una diminuzione sensibile della funzionalità biomeccanica muscolo-articolare. Questa
condizione è apprezzabile sia dallo sportivo che si sente legato nel compiere un gesto
atletico, che dall’operatore durante l'esecuzione di semplici test muscolari e di ROM
articolare. Di seguito, per gentile concessione del Ft Mauro Lastrico (1), riporto un suo
schema che risulta essere molto esemplicativo del meccanismo della retrazione
mio-fasciale.